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Un gioco di parole. Una
dichiarazione di intenti.
Gli Helene's Mates fanno
della seria ironia su se stessi.
Hanno lo sguardo a quei
tempi in cui il rock era ancora una cosa artigianale e fatta col cuore.
Lo si nota fin dalla prima
traccia We are
not the beatles,
dal titolo talmente paradossale da risultare credibile.
Amano giocare, scherzando
con i santi.
Riprendendo e capovolgendo
l'estetica dei testi dei Fab Four, trasmettono nient'altro che una
grande passione per quella musica.
Gli Helene's Mates conoscono
bene il beat, ma invece di rispettarlo come un'istituzione, lo
sbeffeggiano con amore.
Cantano Blah blah
blah yeah yeah yeah,
riducendo il linguaggio della musica pop a puro feticcio, come faceva
Warhol con la zuppa Campbell.
Fanno passare un messaggio
complesso attraverso la più semplificata delle immagini.
Insomma, Easy
to Beat è
un disco eterogeneo, variopinto fin dalla cover, firmata da Roberto
Grosso, from London.
Tante altre cose da dire.
Ad esempio che il mastering
è stato curato da Kevin Bartley nei Capitol Studios di Vine Street a
Los Angeles.
A questa città, gli Helene's
Mates, hanno anche dedicato un brano (Lost
Angeles),
dalle tinte malinconiche che si contrappongono al lazy old sun della
California.
Per
tutte le stagioni e per tutte le orecchie, ma mai banale, il duo
concede tuttavia poco al compromesso, soprattutto in sede live, dove
l'energia è tanta e il volume assestato oltre i livelli di guardia.
Sir Richard Blu e The Bure,
due uomini neri con cappotti neri che masticano coloratissime Jelly Bean.
Tracklist
01
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We are not the Beatles
02
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U.F.O. (Unlimited Freak Out)
03
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Blah blah blah yeah yeah yeah
04
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Not all of Samsa's friends are insects in the end
05
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Jelly Bean
06 - Helene's mates
07 - In blank
08 - Shake your own hands
09 - I belong to the sun I belong to the soil
10 - Lost Angeles
11- The black man in black coat
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WE ARE NOT THE BEATLES
primo singolo estratto
dall'album!
Ascoltalo su:
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